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Maternità surrogata? Ma anche no

Il ricorso alla maternità surrogata o utero in affitto per diventare genitori è una pratica che consiste nel trovare una donna disposta, dietro compenso, a portare avanti una gravidanza di un figlio che non mai sarà suo e non avrà geneticamente niente di lei. Genitori saranno coloro che pagano ogni spesa medica legata alla gestazione e al parto, oltre a una cifra che varia secondo un tariffario in uso nel Paese della madre surrogata. Sarà il frutto dell’unione dell’ovulo di una donatrice con lo sperma dell’uomo della coppia. In Italia la maternità surrogata è vietata, ma legale in altri Paesi al mondo. Molte coppie ci arrivano dopo aborti, fecondazione assistita. Per coppie gay, è invece l’unica e sola opportunità escludendo l’adozione che in Italia è vietata agli omosessuali.
Perché le coppie gay pretendono come un diritto allevare un bambino quando loro son infertili per natura? Usare il corpo di una donna per assicurarsi un bambino è una atto che non ha giustificazioni. Pagare e usare il corpo di una donna per avere un figlio non lo trovo per nulla un atto progressista e questo vale per coppie etero e non allo stesso modo. Far crescere una creatura in un corpo e poi privarlo del calore di quello stesso corpo solo per denaro è assurdo, la donna ha diritto fare del suo corpo ciò che vuole, ma qua il problema è la terza persona, che non può dare il consenso a tutto questo. La pretesa del diritto di produrre bambini di una coppia gay, ci dovrebbe portare a pensare che forse la vita come l abbiamo conosciuta fin ora è tutta sbagliata? La finalità è una nuova vita, una creatura da crescere ma allora tutto è concesso? Con i soldi possiamo avere tutto? Un utero, una Ferrari , una villa lussuosa.
La prostituzione non esisterebbe se nessun ne facesse uso, così come non esisterebbero gli uteri in affitto se nessuno li cercasse e sappiate che in alcuni paesi come l’India e la Thailandia, questa possibilità è stata sospesa dopo alcuni scandali legati allo sfruttamento di donne usate per il loro utero, solo perchè si trovavano in situazione di estremo disagio. Donne usate come se fossero un supermercato.
Chi è contrario a questa pratica è libero di affermarlo senza per questo ogni volta essere tacciato di essere preistorico, intollerante, omofobo ecc ecc..

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Si dice che Renzi pensi ai sardi… crediamoci!

Clamoroso, la riduzione a 14 euro delle tariffe per i sardi, sia residenti, sia nativi.
Onorato, armatore unico di Tirrenia e MOBY, amico di Renzi ci fa sapere che… leggete bene, grazie al governo Renzi, le tariffe via nave saranno di 14 euro a passeggero per nati e residenti in Sardegna.
Allora è giusto che sappiamo tutti che la Tirrenia, (Onorato) prende 73 milioni di euro all’anno dallo Stato, facendo pagare ai sardi e ai non residenti cifre spaventose e tagliando le rotte verso la Sardegna, in molti ormai definiscono questi milioni in cassa Tirrenia un vero furto. Ma continuità territoriale cosa vuol dire? Noi siamo un’isola e abbiamo il diritto di essere collegati all’Italia ma non solo noi residenti nativi ma tutti indistintamente lombardi, campani piemontesi, francesi inglesi…le tariffe devono essere uguali per tutti, bando al razzismo!!
Insomma l’ennesimo annuncio propagandistico di Renzi & Company fatto stavolta dal signor Onorato. A me sinceramente quando l’ho sentito ieri in TV (Onoratus) che con grande enfasi annunciava, “questo è il risultato di un lavoro fatto col governo”, mi ha fatto specie… i 73 milioni di euro l’anno? Ma ancora pensano di prenderci in giro? Oi Oi priogu risuscitau! Ma si aspettiamo il 2016, un anno con meno tasse, più lavoro e viaggi semi gratis!!

FORTI CRITICHE PER LE PUBBLICITA’ SUI TUMORI

Anna Tatangelo ha prestato la sua immagine per la campagna ,“Lilt for women“, Campagna Nastro Rosa della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), giunta alla sua XXIII edizione. Con lo slogan “Fai prevenzione: proteggilo anche tu!” la Tatangelo, fotografata in un abbraccio protettivo a seno nudo, invita tutte le donne a proteggersi dal tumore al seno.

Ora che la campagna è finita, la LILT fa i conti con la marea di critiche che le sono piovute addosso sull’immagine utilizzata per la campagna Nastro Rosa, ed ha diffuso un comunicato stampa dove spiega le motivazioni per la scelta fatta affermando che:” La LILT ha chiesto alla Signora Anna Tatangelo di essere testimonial della campagna e le ha proposto di, mettersi a nudo, creando attenzione, esclusivamente, per dare forza ad un messaggio che intendeva far riflettere le donne messe davanti alle loro paure, ma che nell’abbraccio mettono la loro forza, la loro difesa contro un male che colpisce anche l’animo delle donne (e lo dimostra la loro reazione). Peraltro, non si ritiene di essere stati neanche tanto originali, dal momento che nel web tante sono le immagini di campagne simili a questa“.
Ma lo scatto realizzato per la Lilt non è stato gradito dalle blogger Amazzoni Furiose che hanno espresso la propria indignazione con una lettera aperta al ministro della Salute, definendo la campagna LILT “un’immagine sessualizzata e trivializzante della malattia”, e citano poi le tante testimonial precedenti, molte come la Tatangelo dal mondo dello spettacolo, ma ritratte «in atteggiamenti più consoni al tema».
Sorpresa la Lilt che nell’immagine criticata vedeva un gesto simbolico relativo al volersi bene, un invito al tenersi da conto tramite la prevenzione.
Profondamente colpita Anna Tatangelo, già volto di una comunicazione anti-tabacco la scorsa primavera: “Ho sempre pensato che la promozione di una causa così importante per tutti fosse inattaccabile”. Ma si sbaglia, soprattutto quando si tocca il pianeta donna le critiche pro e contro sono certe. Si mormora che le donne che hanno criticato la campagna siano invidose, ma di cosa? Tutte noi se avessimo personal trainer, estetiste e chirurghi plastici a disposizione saremmo in splendida forma come lei, non hanno criticato la Tatangelo, ma il “luogo” estremamente inadeguato per mostrare la sua bellezza! Avrebbero preferito forse, l’immagine di donne che hanno vinto battaglia contro il tumore al seno. Le critiche delle donne sui social alla posa ritenuta troppo sexy e il suo seno rifatto è parso offensivo per chi lo deve ricostruire dopo una mastectomia. Ma è una critica che non regge molto, perchè in un immagine ognuna vede quello che vuole vedere e non essendo, la Tatangelo l’unica con il seno rifatto, ogni donna, che abbia il seno naturale o ritoccato, rischia di ammalarsi di tumore al seno. Alle donne malate va solidarietà e comprensione ma dobbiamo essere sinceri ed ammettere che per consuetudine la campagna Nastro Rosa sceglie una testimonial famosa per lanciare un messaggio di prevenzione, proprio per ottenere la massima visibilità. Se ragioniamo un attimo, lasciando da parte antipatia, insofferenza, astio, la cantante è una donna come tutte, con le sue insicurezze e con le sue manie e pensava , riuscendoci in parte, di unire le donne per una buona causa e combattere una malattia che minaccia il simbolo della femminilità. Chi non ha pregiudizi ha senz’ altro colto perfettamente il messaggio della campagna, infatti i dati sono confortanti, da quando è partita la campagna, c’è stato un incremento importantissimo nella richiesta di visite al seno rispetto agli anni precedenti. Basterebbe già questo per dire che l’obiettivo è stato raggiunto. Morale della favola? Se gli attacchi ricevuti come testimonial del mese della prevenzione del tumore al seno promosso dalla Lilt sono serviti ad accendere i riflettori su questa iniziativa tutto va bene, perché come disse qualcuno, ” nel bene e nel male purché se ne parli”.
Perché non ci chiediamo invece come mai tutto queste critiche non ci sono state per la campagna Fiocco Rosa dove in questo mese i più importanti ospedali di Milano hanno ospitato per la Lilt una mostra fotografica itinerante #Fatelevedere, la Lilt si è affrettata a dire che era una “provocazione buona”, ritenendo bonaria la sollecitazione di invitare le donne a caricare tramite una web app dedicata le proprie immagini, con lo slogan ben visibile all’altezza del seno. Ma per non farci mancare niente, negli stessi giorni è uscita un’altra campagna pubblicitaria dove, una giovane romana che diffonde da mesi sui social gli scatti del proprio seno associato a un piatto cucinato, decide di utilizzare l’idea per una buona causa, il suo slogan?, “non uso la beneficenza per le tette, ma le tette per la beneficenza”, iniziativa portata avanti su Instagram e Facebook, che invita le donne a partecipare con una propria foto, con l’intento di dare alle stampe un ricettario fotografico, “in stile tette e cibo”, il cui devoluto andrà alla Lilt. L‘idea ha infatti avuto il patrocinio della Lilt.
Il mese di Ottobre era dedicato alla prevenzione del cancro al seno, quello di novembre alla prostata.
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Se guardiamo le immagini delle due campagne (sempre della Lilt), una qualche differenza la troviamo o no? Con questo non voglio dire, che sarebbe stato meglio per la campagna contro il cancro alla prostata, un immagine con un culo per aria e un bel dito esploratore in primo piano. No non intendevo questo. Credeteci!

FONTE: SARDEGNAREPORTER

http://www.sardegnareporter.it/forti-critiche-per-le-pubblicita-sui-tumori/

Soleminis e dintorni festeggia un anno!

Il nostro blog ha compiuto un anno! Nato per caso quasi per scherzo dalla nostra passione per il giornalismo, ha superato il traguardo del primo anno. Un successo, possiamo dire, oltre ogni nostra ottimistica previsione. Con nostra grande soddisfazione è diventato quasi un punto di riferimento per molti che non si accontentano solo di facebook. Un successo da condividere con tutti voi che ci seguite e siete sempre più numerosi. 730 articoli in un anno non sono pochi, sono 2 articoli al giorno in pratica è diventato un giornalino locale. Cultura, politica, sport, sociale, questi sono alcuni dei nostri argomenti. Ultimamente abbiamo provveduto a migliorare e rendere più agevole per i lettori la consultazione degli articoli in base agli argomenti. Prossimamente ci saranno altre novità con un ulteriore miglioramento della grafica del sito. Tra non molto uno spazio sarà dedicato alle prossime elezioni comunali che si terranno nella primavera del 2016 questo senza penalizzare gli altri argomenti. Ci piace finire ricordando la definizione di libertà di espressione della Carta dei diritti fondamentali dell’uomo “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”

Grazie di cuore

La redazione

UNA SANA TAGLIA 38!

L’edizione italiana del noto magazine di moda,“Marie Claire“, è stato molto criticato per la scelta di mettere in copertina sul numero di novembre Marthe Wiggers, una modella australiana di 17 anni molto magra che ha già lavorato con altre importanti riviste di moda. Su un social network la scrittrice Michela Murgia ha pubblicato la copertina del numero di Marie Claire così commentando: «Quando cominceremo a reagire sul serio e tutte insieme alla costruzione di una simile idea di donna? Spavento e disgusto“». La direttrice di Marie Claire, Antonella Antonelli ha giustificato la scelta parlando in una lettera aperta di «normale taglia 38 come tante altre”. Noi non abbiamo mai creduto in un solo ideale di bellezza femminile, ma al contrario crediamo nella consapevolezza di ogni donna di sentirsi bene nella propria pelle, compresa in una sana taglia 38!». La taglia 38 è indossata da ragazze  molto magre e parlare di “normalità” ha riaperto un dibattito che va avanti da anni sulla promozione dell’immagine della donna sui magazine di moda. La polemica per la cover di Marie Claire arriva pochi giorni dopo lo sfogo di una  modella londinese che  aveva denunciato la sua agenzia perché le chiedeva di scender ancora di peso, nonostante porti una “sana” 38. “Mi rifiuto di sentirmi in colpa perché non raggiungo i vostri ridicoli e inottenibili standard di bellezza mentre voi state seduti tutto il giorno alla scrivania, divorando torte e biscotti e criticando me e le mie amiche per il nostro aspetto fisico», ha scritto Charli Howard con tanto di annesso “vaffa”.  A poche ore di distanza  dalle esternazioni della Murgia esce un editoriale  dal titolo “Anoressica a tua sorella”, dove Alessandra Serra sull’Unità  scrive: “Ci dovremmo interrogare sulla legittimità di certe invettive, che loro malgrado coinvolgono una donna reale, una persona, ma non solo.  Un patrimonio delle donne contemporanee è quello di avere capito che la bellezza sta nelle forme più diverse del nostro corpo, sia esile, sia abbondante, sia rugoso, sia smagliante. E che lo sparare su una ragazza giovane a colpi di pubblico ‘disgusto’ pensando che non sia reato, solo perché svolge una professione socialmente ambita e prestigiosa, è un altro svarione culturale, l’ultima cosa che avrei voluto leggere è il disgusto di una scrittrice famosa per aver visto le mie braccia esili e le miei fianchi da maschietto. Penso alle ragazze magre e insicure di oggi che hanno visto quel post di Michela Murgia, e dico a loro, fregatevene, tutta invidia”.

12115590_10153287446819370_1588491170886932482_nSono giorni particolari, in cui tante persone cercano di riflettere sulla realtà e di analizzarla con maggiore attenzione (d’altra parte Saturno è in Sagittario) e in cui tante altre cercano lo scontro e la guerra a tutti i costi. Giorni in cui sembra difficile esprimere la propria idea e confrontarsi con i propri interlocutori senza ricevere offese e insulti. A questo punto, Michela Murgia ha sentito di dover pubblicare un secondo post per spiegare meglio il punto su cui aveva intenzione di porre l’attenzione.

“Ho scritto: “quando cominceremo a reagire sul serio e tutte insieme alla costruzione di una simile idea di donna?”
Quell’idea di donna si fonda sull’estetica dell’infelicità.
La morte, e quindi anche la mortificazione, che ne è la declinazione simbolica, ci fa belle.
La ragazza in copertina non è infatti semplicemente magra: l’aggettivo più appropriato è emaciata, e questa condizione è enfatizzata da una serie di elementi che neutralizzano l’ipotesi che si possa trattare di una magrezza sana, qualunque cosa ne pensi la direttrice del giornale. Il colorito della modella è esangue, con le occhiaie e lo sguardo perso nel vuoto che associamo spontaneamente al malessere. Ha le guance truccate sotto lo zigomo in modo da enfatizzarne scientificamente l’incavo, ha il maglione aderente per evidenziare le braccia ridotte all’osso e la completa assenza di seno, le hanno scomposto i capelli e
l’hanno messa in una posa sgraziata da manichino rotto… tutto è combinato per trasmettere l’idea di un’affascinante tristezza, di una femminilità glam e infelice. Direi di più: una femminilità glam PROPRIO perchè infelice.
Il punto non è quindi che la modella è magra, perchè il peso di quella ragazza non è stato usato per dirci banalmente che esistono anche donne con la 38. E’ usato per dirci che la passività, la fragilità fisica (in tutte le forme in cui compare in quella foto) e la tristezza sono accessori di moda al pari di jeans a vita alta e volpe blu e che potrebbero starci addosso che è una bellezza. Fissarsi sui chili non ha senso: il messaggio distruttivo sarebbe identico anche se la ragazza pesasse di più”.

Nei social ognuno ha scritto la sua con la Serra e la Barracciu contro  la Murgia ma anche molti commenti  di persone normali che  hanno detto la loro, molti rasentando il ridicolo per le battutacce scritte oltreché assai offensive. Ogni testata giornalistica fa le sue scelte sta a noi comprarlo o no, parlare di bulimia e anoressia quando non si conosce il problema è da stupidi, non tutte le magre sono anoressiche e a parlarne senza saperne si fa una figura pessima da ignoranti e  da maleducati Quella copertina cosa voleva trasmetterci? Ad ognuno di noi ha trasmesso una sensazione diversa, una donna innocua? Una donna Fragile? Triste?  A ognuno il suo! Non diamo un giudizio sulla modella, ma un’analisi di ciò che  la copertina voleva trasmettere. Siamo sempre allo stesso punto, affermiamo le nostre idee e veniamo disprezzati perchè la pensiamo diversamente. Scriviamo parole che ognuno interpreta a modo suo. Cosa fate? Ora chiedete le dimissioni da scrittrice della Murgia? Stefania Chisu docet!

Modifiche al sito

Come potete vedere il sito è in continua evoluzione. Gli articoli stanno incominciando ad essere tanti ed abbiamo deciso di mettere un po d’ordine per rendere più agevole la consultazione. Subito sotto il logo abbiamo aggiunto le categorie che raggruppano gli argomenti del nostro blog. Basta cliccare sulla categoria desiderata ed ecco tutti gli articoli pubblicati relativi a quell’argomento. Si coglie l’occasione per ringraziare tutti voi che ci seguite e che state diventando sempre di più con un numero di visite sempre più importante. Questo spazio è anche vostro, sia se volete pubblicare qualche articolo sia per darci qualche suggerimento la nostra mail è soleminis@outlook.it

Grazie di cuore

La redazione

Soleminis. Il sito del Comune affidabile o no?

Il sito istituzionale del Comune, che deve essere un punto di riferimento per tutti i cittadini di Soleminis e non solo, è da tempo semi abbandonato a se stesso. Essendo consigliere comunale, diverse volte, mi vengono chieste informazioni sulle attività del Comune, su delibere, determine, tariffe ecc.. Grazie al puntualissimo lavoro della mia capogruppo, che mi mette subito al corrente delle attività girandomi le mail, riesco a rispondere. Spesso e volentieri nelle chiacchierate con la gente, che lamenta che non sempre ha il tempo di venirmi a trovare, consiglio di controllare il sito del Comune dove dovrebbe essere tutto a disposizione di tutti con la massima trasparenza. Mi è stato fatto notare che preferiscono sentire direttamente da noi le informazioni in quanto il sito è poco affidabile. In effetti capisco chi non si fida della validità temporale di ciò che è riportato, se si legge che la giunta è composta da quattro assessori invece che da due e che in consiglio risultano ancora persone che sono state sostituite, di cui una da quasi due anni, e non figurano ancora i nomi dei sostituti.. che affidabilità possono avere tariffe e aliquote per il pagamento dei tributi, vista la normativa in continua evoluzione?

Giorgio Lecis

Rilassatevi. La vita accade comunque.